La letteratura insegna – Primo Levi

 

"Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori
dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e
la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva
in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione
poliziesca,
ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola,
diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine,
ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. "
 
(Primo Levi dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).

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Sulla Scuola – Piero Calamandrei

 

Un interessante e attualissimo discorso che sembra scritto stamattina.

Leggetelo fino in fondo e guardate quando è stato pronunciato, rimarrete sorpresi.

 "Facciamo
l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un
partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la
Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la
marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli;
ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per
trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le
scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa
resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è
stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta
un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e
comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le
scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure
cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di
privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a
queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di
stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno
disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche
alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata
diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo
apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda
in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole
private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i
cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho
già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la
sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la
serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli
minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle
scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico" »

 

*Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950*  

 

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Killer Gelmini

 
Un piccolo sfogo per iniziare…
 
Il fatto: la solita manovra destrista
modello Berlusconi. Faccio una vaccata, e per mascherarla punto il faro
sugli aspetti che potrebbero non essere male (metodo che viene usato
anche come filosofia del Milan, compro scarti di altri squadre che
hanno un certo nome per nascondere i giocatori anziani o che non ce la
fanno più nella squadra, ma i risultati si vedono…).
Lo specchietto
per le allodole in questo caso sono il grembiulino, i voti come giudizi
e poco altro, la vera schifezza è quello che c’è dietro: maestro unico,
ecc. ecc. che vanno a cozzare con l’attuale metodo modulare della
scuola.
E’ risaputo che uno stato di ignoranti è facilmente
controllabile, e infatti pare che sia proprio lì che si voglia puntare:
creare pecoroni per poter continuare a fare i porci comodi di chi
dovrebbe governare.
Fa anche tenerezza pensare che da anni
delegazioni di scuole straniere vengono in Emilia Romagna a studiare il
modello di scuola italiano, tentando di copiarlo in quanto ritenuto il
più all’avanguardia.
Ma va bene così,
tanto i cervelli che contano ormani sono tutti all’estero, o se ne
andranno presto, anche grazie al fatto che finalmente un ministro
dell’istruzione ha ceduto alle proposte di un ministro dell’economia e
tratta la scuola come se fosse un’azienda che lavora in perdita.
Mi
piacerebbe tanto sapere cosa ne pensano i genitori di questa legge, ma
purtroppo come al solito i sondaggi vengono fatti solo quando sono a
favore del governo attuale, e quindi sentirò solo gente felice e
contenta di avere dei figli ignoranti.

Marco
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